Io oggi mi definisco un "sessantaquattrenne contemporaneo". Me lo sono cucito addosso, perché la mia professionalità è il risultato di un equilibrio che non è scontato: da una parte l’esperienza che ti danno gli anni e gli errori, dall'altra la voglia di stare dentro il digitale senza sentirmi un pesce fuor d'acqua.
Il mio percorso non è mai stato una linea retta. È stato un continuo esercizio di lettura del gioco. E sai dove ho imparato quella lezione? Su un campo da basket. Facevo l'allenatore. E lì ho capito la cosa più importante della mia carriera: hai 24 secondi per trovare una soluzione efficace sotto pressione. Osservi, decidi, esegui. Quel metodo non l'ho più mollato.
Il digitale è arrivato dopo, ma in modo naturale, quasi senza accorgermene. Era il 1994, e senza nemmeno sapere cosa fosse una web agency, di fatto ne avevo già aperta una. Realizzai il primo sito per la mia Videoteca Casablanca. Poi, nel 1998, mi lanciai nel primo e-commerce di prodotti tipici sorrentini, "Cose di Sorrento". Troppo presto, come mi è capitato spesso nella vita. Ma quella curiosità non mi ha mai mollato.
Visto che sono nato a Sorrento, terra di grande richiamo turistico, alla fine mi sono arreso all'ospitalità. E ho fatto una cosa che mi ha insegnato tantissimo: sono diventato committente di me stesso. All'inizio degli anni Duemila nasce così SorrentoInfo e il suo network di siti. Diventammo il primo intermediario per fatturato della penisola sorrentina. E superammo addirittura Venere, che allora dominava il mercato italiano.
La vera svolta, quella che ha rimescolato le carte, è arrivata nel 2003. Fui tra i pochissimi in Italia a testare AdSense, grazie a un’iscrizione anticipata alla whitelist che mi diede un vantaggio competitivo enorme. Per oltre un anno non fu solo una questione di fatturato. Lì realizzai che la tecnologia poteva offrirmi una vita piena e che potevo sostenermi con questo mestiere, a patto di metterci dentro una buona dose di anima.
Da allora ho fatto tante cose. Ho lavorato con la Fondazione Sorrento, con Space Hotels, ho fatto consulenze per Europlan SpA, ho seguito progetti come DiMeeMa con Riva del Garda Fierecongressi. Sono stato docente alla Bologna Business School e project manager per Federalberghi Garda Veneto. Ogni passo mi ha confermato una cosa: il turismo italiano non aveva bisogno di un fornitore. Aveva bisogno di un anziano accompagnatore.
Così ho creato Onspitality. Non è solo un marchio, è il mio vestito più autentico. Un ecosistema fluido dove porto la mia visione di un turismo che usa il digitale per fare sentire l'ospite abbracciato, non gestito.
Oggi il mio lavoro è un intreccio di ruoli che si completano. Con GuestUP porto la tecnologia al servizio dell'ospite, facendo sì che l’innovazione diventi un gesto di cura. Come Senior Advisor per Dairect affianco l’ azienda nell'evoluzione strategica e nello sviluppo del prodotto. E con Onspitality faccio quello che amo di più: prendo per mano le strutture ricettive e i professionisti, e li aiuto a muoversi nel mondo complesso del digitale senza perdere di vista la loro identità.
In sintesi? Aiuto le aziende a trovare il punto di equilibrio tra strategia, empatia e accoglienza. Non vendo pacchetti standardizzati. Io ascolto, analizzo e costruisco abiti su misura. Perché sono convinto di una cosa: non puoi costruirti un futuro se hai trattato male il tuo passato.
E tra una strategia e l'altra, non smetto mai di imparare. La curiosità è la benzina che mi permette di fare tutto questo ogni giorno. Con la stessa passione del primo giorno.